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alla Multisala di Via Dello Scalo ha mostrato tutta
la vitalità di cui gode oggi la scena jazz italiana. Sempre alla
Multisala alle 17 splendida prova di Doctor 3, confermatosi stella di
assoluta grandezza nel panorama dei trii pianistici nazionali e
internazionali. Chiamati a reggere il confronto indiretto con il trio di
Brad Melhdau e quello di Esbjorn Svensson, in programma oggi, i nostri
hanno dato il meglio di se stessi, affascinando la platea con una serie
di fiabe sonore con le quali hanno come sempre attraversato un intero
spaccato della miglior musica contemporanea e all’ interno delle quali
sono rifulse l’ interplay e la capacità di convogliare energie che i tre
hanno come caratteristica imprescindibile. Alle 21 al Teatro Medica il vero piatto forte della
giornata: il quartetto di McCoy Tyner, Bobby Hutcherson, Al Foster, Charnett Moffet
con ospite Joe Lovano. Veramente è difficile scrivere di questi
straordinari musicisti e della musica che ci hanno offerto ieri sera.
Questo è il jazz per piccolo gruppo come dovrebbe essere sempre. Non può
essere meglio di così. Bella la musica, tutta fatta di originals
composti dai due leaders nel corso della loro collaborazione che data
ormai da più di 30 anni. Bravissimi, potenti e delicati assieme sia Al
Foster alla batteria che Moffet al basso, quest’ ultimo in possesso di
una superba tecnica virtuosistica unita ad un cuore da vero jazzman.
Assolutamente straordinari sia Tyner che Hutcherson nei loro interventi
solistici, ognuno dei quali in qualche modo capace di lasciare la platea
con il fiato sospeso. Prezioso anche Lovano, integrato perfettamente
nell’ universo sonoro del quartetto pur essendo stato chiamato all’
ultimo minuto a sostituire Jackie McLean costretto al riposo da una
leggera indisposizione. Una serata indimenticabile che da sola basterebbe a rendere questo festival un evento di assoluto rilievo nel
panorama dei grandi festival internazionali. Come sempre la notte del festival è proseguita poi alla Cantina
Bentivoglio e al Chet Baker. Nel primo dei due club, dove è in programma
stabile il trio di Mulgrew Miller con ospite Eric Alexander al sax
tenore, la notte del 17 sul palco sono saliti in una scatenata, interminabile e memorabile jam finale, Dado Moroni (prima come pianista
e poi come contrabbassista), Charnet Moffet, Alvin Queen, Eric Alexander; Ron Blake, Piero Odorici e Terrel Stafford. Se vi sembra
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