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JAN GARBAREK GROUP feat. TRILOK GURTU

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Bologna Jazz Festival ANTEPRIMA #3:

 I grandi concerti a Teatro:

 Mercoledì 27 Novembre ore 21.15, Arena Del Sole, Bologna

JAN GARBAREK GROUP feat. TRILOK GURTU

 Jan Garbarek (sassofoni)

Rainer Brüninghaus (piano, tastiere)

Yuri Daniel (basso)

Trilok Gurtu (batteria, percussioni)

 

Il concerto di chiusura dell’ottava edizione del Bologna Jazz Festival è affidato a Jan Garbarek, una delle voci-simbolo che hanno plasmato l’identità della ECM Records.  Autentico viaggiatore tra i mondi sonori di jazz, classica, ambient, melodie scandinave e world music, il sassofonista norvegese si presenterà a Bologna a capo del suo rodato quartetto formato dal tastierista tedesco Rainer Brüninghaus, dal bassista brasiliano Yuri Daniel, e dal polistrumentista indiano Trilok Gurtu.

 

SEDE CONCERTO:

Arena del Sole, Via Indipendenza 44, Bologna, Tel. 051.2910910 www.arenadelsole.it

Le prevendite dei singoli biglietti e degli abbonamenti ai tre concerti principali, sono acquistabili presso Vivaticket o, con vantaggiosissime offerte per chi si vorrà tesserare al festival, direttamente dal sito www.bolognajazzfestival.com. Per info scrivere a: ticket@bolognajazzfestival.com

Per saperne di più:

Notato da Manfred Eicher nel 1969 mentre suonava nel gruppo di George Russell che registrò la celebre Electronic Sonata For Souls Loved By Nature, Jan Garbarek ha iniziato a incidere per la ECM nel 1971 ed è rimasto fedele all’etichetta sino ad oggi, contribuendo grandemente a caratterizzarne il suono “ambient jazz” con opere come Dis (1977), nel quale lui e il chitarrista Ralph Towner (degli Oregon) improvvisavano sui suoni di un’arpa eolica suonata dal vento di un fiordo nel sud della Norvegia.

Per l’etichetta ha successivamente inciso importanti lavori in compagnia di musicisti come Charlie Haden, Egberto Gismonti, Bill Frisell, Nanà Vasconcelos, Miroslav Vitous, Peter Erskine e Marilyn Mazur.

Contemporaneamente, ampliava la palette stilistica dei suoi riferimenti dal folk scandinavo ad altre tradizioni musicali, passando dalle canzoni medievali norvegesi con Agnes Buen Garnås alle incisioni con Ustad Fateh Ali Khan, Anouar Brahem, Eleni Karaindrou e Zakir Hussain.

Un vero e proprio caso divenne nel 1994 Officium, la sua collaborazione con l’Hilliard Ensemble su un repertorio di canti gregoriani, che arrivò in classifica in diversi paesi e finì per vendere oltre un milione e mezzo di copie, risultando tra i best-sellers assoluti dell’etichetta.

Importantissima anche la collaborazione con Keith Jarrett, iniziata nel 1974 nel suo cosiddetto “European Quartet” con l’album Belonging, e proseguita anche in qualità di unico solista improvvisatore nelle composizioni di Jarrett per orchestra Luminessence e Arbour Zena. Nel 2012 la ECM ha pubblicato Sleeper, una straordinaria registrazione del ’79 finora rimasta inedita di un concerto del quartetto con Garbarek, che è stata acclamata dalla stampa internazionale come uno dei dischi dell’anno.

 

Nel gruppo che accompagnerà Garbarek a Bologna spicca la presenza di un suo storico collaboratore come il percussionista indiano Trilok Gurtu, che iniziò la sua carriera internazionale proprio in Italia. Nel 1974 infatti si unì al collettivo folk d’avanguardia Aktuala, e incise con loro gli album (oggi ricercatissimi dai collezionisti) La terra e Tappeto Volante, prendendo inoltre parte alle registrazioni de Il miele dei pianeti, le isole, le api di Claudio Rocchi. Qui incontrò anche Don Cherry, che seguì in due anni di tour europeo. Trasferitosi in Germania, le sue collaborazioni hanno attraversato ogni scibile musicale: dagli Embryo ad Irmin Schmidt dei Can, da Richard Teitelbaum, agli Oregon, dagli Swans al trio di John McLaughlin, da Bill Laswell a Pharoah Sanders. I suoi album come leader hanno avuto ospiti come Joe Zawinul, Pat Metheny, Neneh Cherry, Salif Keita, Angelique Kidjo, Oumou Sangare e i throat singers siberiani Huun Huur Tu. Richiestissimo internazionalmente come turnista, è tornato spesso anche in Italia, partecipando a dischi di Ivano Fossati, Marina Rei, Robert Miles, e all’ultimo album di Adriano Celentano, Facciamo Finta Che Sia Vero.

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