pagina 6 di 7

 


Griffin e Simmons hanno avuto la buona idea di rifondare l’orchestra e di effettuare un tour negli Stati Uniti nel 2000. Il concerto di Bologna costituisce il debutto europeo. Sono previste le esecuzioni di alcuni brani del 1960 come Wade in the Water, Nobody Knows the Trouble I’ve Seen, Deep River, Jubilation, e di altri più recenti.
La terza giornata del BOLOGNA NEW JAZZ FESTIVAL, nella quale si può ascoltare due volte il quintetto di Phil Woods - alla Cantina Bentivoglio per Lunch & Jazz con Johnny Griffin solista ospite e al Chet Baker Jazz Club per ‘Round Midnight - offre un programma quanto mai succoso. Il concerto di mezzogiorno alla Multisala, affidato a Pietro Tonolo al sax tenore, Riccardo Zegna al pianoforte e Piero Leveratto al contrabbasso (notare l’assenza della batteria) propone tre nostri tipici “musicisti per musicisti” (che magari sono stanchi di sentirselo dire, specialmente Pietro Tonolo). 
Che cosa significa la definizione, inventata dagli americani e perciò abbastanza ambigua? Che i magnifici tre perseguono la


realizzazione di un proprio mondo musicale, anche prescindendo dal consenso che non sia quello degli intenditori e in primo luogo degli altri musicisti, più analitico e tecnico. Ci riescono, eccome: e a volte ottengono successi molto più vasti e meritati, quelli a cui non mirano direttamente. Il concerto è presentato dall’etichetta Egea di Perugia, alla quale è dovuto un occhio di riguardo per l’ottima cura che dedica al migliore jazz italiano, l’accuratezza delle registrazioni e l’eleganza delle confezioni. Nel pomeriggio, all’ora del tè, seguono altri magnifici tre, i Doctor 3, appunto, che in poco tempo si sono conquistati fama internazionale. Questa volta il trio è di assetto “classico” - pianoforte, contrabbasso, batteria - ma gli strumenti sono su un piano di perfetta parità come aveva insegnato Bill Evans, e si passano con estrema disinvoltura il ruolo trainante. Ricordo l’ammirata sorpresa di quando li ho ascoltati per la prima volta, forse in disco o forse in concerto, la distanza fu breve. Mi colpì l’eccezionale attitudine a volgere in jazz temi bellissimi di popular music. Ma poi ci furono molte, molte altre cose.

pagina 6 di 7

 











 


home - web live zone - programma - artisti - link - informazioni