David Murray

Sabato 3 Novembre
Bologna, Unipol Auditorium, ore 21:15

DAVID MURRAY meets THE TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA

David Murray, sax tenore, composizione e direzione;
Alfonso Santimone, pianoforte, composizione e direzione; Piero Bittolo Bon, fiati, composizione e direzione.

L’incontro è uno dei cardini fondamentali dell’estetica musicale jazzistica: il riunirsi sullo stesso palco di artisti che mai hanno suonato prima assieme e le cui esperienze, simili o antitetiche, saranno il combustibile per la creazione di qualcosa di nuovo. E il senso della sorpresa, la curiosità di vedere quel che potrebbe accadere, è un altro dei fondamentali del jazz. Ed eccoci dunque di fronte a una produzione originale che vive pienamente di questo spirito: David Murray meets The Tower Jazz Composers Orchestra. Un solista afroamericano di culto da una parte, mentre dall’altra non c’è semplicemente la classica ritmica ‘locale’ bensì un’intera orchestra, esuberante e ardita.

Classe 1955, nato e cresciuto in California, David Murray nel 1975 si trasferisce a New York, dove nel giro di pochi anni diventa uno dei personaggi simbolo del jazz più creativo. Iniziando da Cecil Taylor e Dewey Redman e continuando con Anthony Braxton, Don Cherry e Lester Bowie, Max Roach ed Elvin Jones, Murray accumula un impressionante numero di collaborazioni. Nel 1976 crea il World Saxophone Quartet, un gruppo per il quale l’aggettivo mitico è quasi riduttivo e che segna l’inizio dell’inarrestabile ascesa di Murray come leader. Nella sua musica si incrociano le vampate di Albert Ayler e gli ideali coltraniani, mentre l’estetica free entra in contatto con le musiche africane e, più di recente, con altri fermenti etnici.

La Tower Jazz Composers Orchestra, formatasi nel 2016, è l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara, che riuscendo a mantenere in costante attività un simile organico conferma la fama di essere uno dei club più intraprendenti sulla scena non soltanto nazionale quanto per lo meno europea. Il fatto che il club ferrarese sia un centro d’attrazione per numerosi jazzisti di varia estrazione ha creato un bacino musicale particolarmente ricco dal quale l’orchestra può attingere: uno di quei casi in cui la vita culturale ‘di provincia’ surclassa quel che al momento riescono a esprimere le grandi città. E l’incontro con David Murray conferma ulteriormente l’intraprendenza dell’orchestra ferrarese.

L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato come naturale evoluzione di due progetti didattici (The Tower Jazz Workshop Orchestra e The Unreal Book), portando queste diverse esperienze a una sintesi comune, con una formazione e un repertorio più definiti. Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, gli oltre venti elementi della Tower Jazz Composers Orchestra mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo un repertorio che affianca composizioni originali e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni (nel book dell’orchestra spiccano pezzi di Steve Coleman e Frank Zappa)

 

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