Altan firma l'immagine del Bologna Jazz Festival 2019

In attesa che venga rivelato il programma musicale della sua prossima edizione, che si terrà tra ottobre e novembre, il Bologna Jazz Festival annuncia il nome di Altan. Non un musicista ma un grande disegnatore, per iniziare. Firma altisonante dell’illustrazione, che il BJF è riuscito a coinvolgere con il fondamentale apporto dell’Associazione Hamelin e BilBOlbul Festival internazionale di fumetto, Altan ha realizzato una serie di disegni per l’immagine del BJF 2019 per invadere Bologna con le sue creature appositamente ideate.

Dal 2013 il Bologna Jazz Festival caratterizza ogni sua edizione avvalendosi della creatività di importanti illustratori, chiamati a interpretare l’iconografia jazzistica e i contenuti artistici del festival con un proprio lavoro originale. Il primo anno, l’artista individuato fu Filippo Scòzzari. Quindi si sono succeduti autori del calibro di Vanna Vinci, Manuele Fior, Gianluigi Toccafondo, Lorenzo Mattotti e Andrea Bruno, che lo scorso anno ha coordinato un gruppo di persone con disabilità mentale per creare tutti i disegni utilizzati durante il BJF.

L’iniziativa ha registrato un crescente apprezzamento e le immagini sono state diffuse in centinaia di migliaia di copie su ogni mezzo: pubblicità, immagini sugli autobus, locandine e manifesti, adesivi, programmi, affissioni in mostra per le strade di Bologna grazie alla collaborazione con il festival Cheap On Board.

ALTAN E IL JAZZ

Francesco Tullio Altan mostra il suo amore per il jazz, maturato negli anni della gioventù quando viveva a Bologna e frequentava il Jazz Festival della città, avviando una collaborazione con Enrico Rava, il più noto jazzista italiano nel mondo. Concepisce la copertina dell’album del 1979 intitolato “String band”. Questa esperienza soddisfa i due che decidono di lavorare a un nuovo progetto nel 1997. Enrico Rava con gli Electric Five darà alle stampe il capolavoro “Rava noir”. Si racconta che la musica sia nata dopo che Rava avesse visto i fumetti di Altan il quale non solo disegnò la copertina, ma realizzò una vera storia originale di 40 pagine, diventato anche un film d’animazione.

Nato a Treviso nel 1942, Altan è un'istituzione, un marchio di moralità e sguardo indignato sul presente, ma alla fine degli anni '60 era un anonimo scenografo che lavorava saltuariamente anche per cinema e tv. Trasferitosi a Rio de Janeiro nel 1970 lavora nel cinema brasiliano e nel 1972 crea il suo primo fumetto per bambini. Tornato in Italia nel 1975, realizza per il "Corriere dei Piccoli" uno dei suoi personaggi più celebri, la "Pimpa", il cagnolino a pois entrata nei cuori dei bambini di molti Paesi del mondo, dall’Argentina alla Turchia.

Altan è celebre anche per i fumetti su "Linus". Le sue vignette di satira politica sono poi state pubblicate su "Panorama", "Tango" de l’Unità, "Cuore" e "Smemoranda", e oggi con "L'Espresso" e "la Repubblica".
Dal 1977 ha pubblicato numerosi libri di vignette tra cui una dozzina di volumi imperniati sul più celebre dei suoi personaggi, Cipputi, operaio metalmeccanico vetero-comunista e disincantato. Ma Altan ha anche proposto taglienti riscritture biografiche di personaggi storici ("Cristoforo Colombo” "Francesco d’Assisi") o bizzarre narrazioni con protagonisti avventurosi (come ad esempio "Sandokan"). Fra i suoi romanzi a fumetti anche "Ada", "Macao", "Friz Melone", "Franz", "Cuori Pazzi", "Zorro Bolero".
Tra le opere per bambini "Il primo libro di Kika" (continuamente ristampata in Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia), e racconti illustrati e scritti.

A partire dal 1992 ha illustrato tutta la serie dei libri di Gianni Rodari per la Einaudi Ragazzi e “Il libro dei gatti tuttofare" di T.S. Eliot, "Emilio" di Antonio Porta, "Il naso" di Gogol e "Istruzioni alla servitù" di Jonathan Swift. Tra il 1982 e il 1983 lavora ad una serie di 26 filmati di animazione con la Pimpa per una coproduzione tv internazionale RAI. Su sue sceneggiature sono stati realizzati nel 1992 uno speciale televisivo in animazione di "Kamillo Kromo" e sei storie de "Il primo libro di Kika".
Col regista francese Gérard Zingg ha scritto la sceneggiatura del film tratto da "Ada", mentre con Sergio Staino quella di "Non chiamarmi Omar" ispirato al suo racconto "Nudi e Crudi". Le storie di Kamillo Kromo, Colombo e Pimpa sono state adattate per il teatro.

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